Ortografia siciliana: Lei è muta ma fa discutere

11.06.2020

L'utilizzo della lettera "H" per quanto riguarda la coniugazione del verbo "avere", è sempre stato motivo di discussione fra poeti, scrittori e studiosi della lingua siciliana, ma anche di quella italiana. Infatti, solo nel 1500, gli autori di quel tempo decisero di utilizzare la "H" al posto dell'accento. Pietro Bembo (Venezia, 20 maggio 1470 - Roma, 18 gennaio 1547), in una lettera inviata a Monsignor Messer Giulio Cardinale De' Medici, ne motivava l'utilizzo, spiegando che in realtà la lettera "H" di per sé non è lettera, ma aggiunge pienezza, quasi polpa alla lettera alla quale viene affiancata: in questo caso alla lettera "A" nel verbo "avere" appunto. Nella lingua siciliana, purtroppo, ancora oggi la "mutolina" rappresenta motivo di dibattito sul suo utilizzo o meno nella coniugazione del verbo "avere". Molti utilizzano ancora l'accento, mantenendo la forma più arcaica; altri spiegano che sarà il senso della frase a lasciare intuire che si tratta di un verbo e che perciò non c'è bisogno né di accento né di "H". Abbiamo affrontato spesso questo argomento, confrontandoci con molti poeti e studiosi del territorio e alla fine abbiamo capito che ognuno dice la sua e che in realtà il tutto si conclude semplicemente in una scelta stilistica. Anche noi (senza presunzione) vogliamo dire la nostra e crediamo che nel coniugare il verbo "avere", sia importante utilizzare la lettera "H" per diversi motivi che, secondo noi, sono più che plausibili. Intanto preferiamo utilizzare la "mutolina" al posto dell'accento perché, se proprio dobbiamo distinguere il verbo, preferiamo farlo con un segno convenzionale molto più vicino a quella che è la lingua italiana, anche perché più comprensibile ai giovani, visto che il nostro obiettivo è quello di avvicinarli il più possibile alla lingua siciliana. La "H", peraltro, essendo muta non crea alcun problema di metrica per tutti i poeti rimatori. Non comprendiamo dunque tutta questa riluttanza che hanno molti nei suoi confronti. Altro motivo, secondo noi altrettanto importante, è quello delle forme contratte del verbo "avere", utilizzate spesso da molti poeti. Es.: "ti n'haiu a dari sordi?"= "ti n'hâ dari sordi?" In italiano: "ti devo dare soldi? Noterete che, senza l'utilizzo della "mutolina" rimarrebbe soltanto la lettera "A" con un accento circonflesso (nel caso dell'esempio) che potrebbe risultare incomprensibile soprattutto a chi non ha dimestichezza nella lettura della lingua siciliana. Naturalmente questa è soltanto la nostra linea e non abbiamo la presunzione di affermare che sia quella giusta, ma crediamo fermamente che sia tra quelle più comprensibili. (Nino Barone e Giuseppe Gerbino)

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